COSA SAPERE PRIMA DI PARTIRE PER CUBA (2022)

bar la floridita

Se nei vostri progetti futuri c’è un viaggio alla scoperta della Isla Grande, in questo articolo troverete tutto quello che c’è da sapere prima di partire per Cuba.

Vedremo insieme quali sono i documenti necessari, cosa prenotare in anticipo, come funzionano i trasporti, cosa conviene avere sempre con sé e alcune raccomandazioni utili circa la gestione dei contanti in seguito alla recente riforma monetaria (2022).

Non approfondirò il tema voli, poiché dipenderà esclusivamente dalla vostra città di partenza,
dal budget e conseguentemente anche dalla scelta di fare o meno uno scalo. Noi abbiamo viaggiato
con Iberia da Bologna (viviamo vicino Rimini) all'Avana, facendo scalo a Madrid. Da Milano
c'è possibilità di volo diretto ad un costo più alto, ma nel nostro caso avremmo impiegato
circa le stesse ore del volo con scalo contando lo spostamento in auto da Rimini a Malpensa.

COSA SERVE PER PARTIRE PER CUBA

Prima di partire, assicuratevi di essere in possesso dei seguenti documenti:

  1. Passaporto con almeno 6 mesi di validità residui.
  2. Visto turistico (tarjeta del turista). Solitamente è utilizzabile entro un anno dal momento dell’emissione, ma si può chiaramente usare una sola volta. Atterrati nel paese ha validità 30 giorni (prorogabile in loco). Noi lo abbiamo richiesto su visascuba.com e abbiamo pagato 25 euro a testa (esclusa spedizione). Viene controllato in aeroporto all’arrivo e ritirato al momento della partenza.
  3. Assicurazione sanitaria obbligatoria. Noi l’abbiamo acquistata su viaggisicuri.com: abbiamo speso circa 100 euro in due scegliendo il piano Basic, ma senza franchigia. Se tenete la franchigia, l’assicurazione costerà un pelo meno.
  4. Passenger Locator Form (PLF). Non segnalato su alcun sito ufficiale, ma effettivamente richiesto all’arrivo (info aggiornata a giugno 2022). Tale PLF si può compilare sul sito D’Viajeros.
    Dal 6 aprile 2022 non sono in vigore ulteriori restrizioni Covid, ma vi consiglio di informarvi debitamente prima della prenotazione dei voli o comunque a ridosso della partenza. Per quanto riguarda invece il rientro/ingresso in Italia, dal 1 giugno 2022 non è più richiesto il Green Pass né altra certificazione equivalente.
el malecón dell'avana

Malecón – Il lungomare dell’Avana

ALLOGGI E TRASPORTI: QUANDO E COME PRENOTARLI

Dove dormire a Cuba

Per quanto riguarda gli alloggi a Cuba, il mio suggerimento è quello di soggiornare nelle casas particulares ovvero case private gestite da locali che offrono anche la prima colazione (a volte anche pranzo e cena, su richiesta e pagando un extra). Questa è senza dubbio la soluzione più autentica ed economica sull’isola (gli hotel non sono cari, anzi, ma il livello è piuttosto mediocre).
La prima e unica regola da seguire se si sceglie questo tipo di sistemazione è affidarsi a siti con recensioni come Airbnb (noterete tuttavia che quasi tutte le case hanno valutazioni eccellenti!) e di prenotare prima di partire per Cuba. Non fidatevi troppo del passaparola in loco, quindi desistete se possibile dal recarvi in una casa alla cieca o comunque senza averla visionata e riservata con un minimo di anticipo.
Le casas particulares sono spesso antiche case coloniali, colorate e con un bel patio, dove è possibile respirare appieno lo spirito cubano, interagire con i padroni di casa, fare amicizie e gustare in tutta calma una colazione tipica con frutta fresca, uova e pane con burro e marmellata (non dimenticherò mai quella di guava!).

Come muoversi sull’isola

Per gli spostamenti a Cuba suggerisco di prediligere due canali: i taxi e i bus. Perché non un’auto a noleggio? Affittare una macchina è possibile, ma non raccomandato: non conviene a livello economico (è carissimo!) e le condizioni delle strade non sono delle migliori, quindi meglio lasciar fare a chi quelle vie le percorre giornalmente e le conosce bene.

Durante il nostro viaggio abbiamo usufruito solo una volta del bus: era pulito e abbastanza comodo. I costi sono piuttosto contenuti (es. Viazul) anche se le tratte non sono tante e i biglietti vanno prenotati per tempo (bisogna anche presentarsi alla stazione dei bus un’ora prima della partenza). L’unica vera pecca dei bus, a parer mio, è l’alto numero di soste intermedie anche per colpa dei passeggeri locali che vogliono approfittare di qualche mercato lungo il tragitto per far spese.

I taxi, invece, si prenotano/concordano in loco: chiedete ai vostri host con almeno un giorno d’anticipo e saranno loro a procurarvi un taxi colectivo (in condivisione) che per un prezzo più che ragionevole vi porterà a destinazione. Potete prenotare anche un taxi particular/privado, ma ovviamente costerà di più perché non lo condividerete con nessuno (in questo caso dovete assolutamente contrattare!). In ogni caso, il taxi è un servizio davvero furbo perché ti preleva da casa e ti porta in quella successiva senza il problema di arrivare in stazioni fuori dal centro, da cui magari è un po’ macchinoso raggiungere l’alloggio. Non si può parlare di un servizio comodissimo: spesso si è in 4 o più passeggeri (dipende dalla grandezza dell’auto) e ci si ritrova stretti stretti nei sedili posteriori. Lo so, non suona benissimo, ma è un’esperienza che vale la pena vivere anche solo per le chiacchiere con il taxista e gli altri viaggiatori che si ha la fortuna di incrociare lungo il viaggio.

MANGIARE A CUBA

Sarò onesta: Cuba non è una meta per food lover, visto che la sua cucina non spicca granché per varietà e qualità. Questo ovviamente non significa che non ci sia niente di interessante da provare, anzi! La cucina cubana riflette il melting pot storico del paese e affonda le sue radici principalmente nelle cucine spagnola e africana (ma anche cinese, americana…).  Il cibo cubano è quello che i locali definiscono comida criolla (cibo creolo) e si basa essenzialmente su pochi ingredienti quali fagioli neri, riso, platano, malanga (tubero simile alla patata), manioca, aragosta, gamberoni, maiale, pollo e tanta frutta. I piatti più comuni sono infatti arroz congrí (riso con fagioli neri, economicissimo), plátano frito, frituras de malanga (frittelle), ropa vieja (letteralmente “vestiti vecchi/stracci”, una sorta di stufato di manzo sfilacciato) e aragosta grigliata (buona e relativamente economica, ma occhio a dove scegliete di ordinarla!).

A causa dell’embargo americano, degli scarsi e rigidi rapporti commerciali con il resto del mondo e anche a causa dell’isolamento greografico, a Cuba c’è penuria di tantissimi ingredienti (e non solo ingredienti). Basti pensare all’acqua imbottigliata, non così facile da reperire. L’acqua non si trova infatti nei supermercati, visto che i supermercati in primis non esistono (li definirei piuttosto piccoli negozietti, quando presenti). La soluzione è acquistarla nei bar o nei ristoranti in cui si va a consumare: anche in questo caso bisognerà però sperare in un po’ di fortuna. Dalla nostra esperienza, questo va detto, quello dell’acqua potabile è stato un problema limitato quasi ed esclusivamente alla citta dell’Avana.

Parlando invece di ciò che a Cuba c’è, e anche in abbondanza, non possiamo non nominare la canna da zucchero, il rum e la buonissima frutta tropicale come ananas, mango, avocado, guava, papaya e banane! Facendo due più due non è difficile immaginare come Cuba sia un autentico paradiso dei cocktail… a prezzi davvero bassi e competitivi. Mojito, cuba libre, daiquiri e chi più ne ha più ne metta! Una bevuta in due vi costerà al massimo 4 euro (col cambio buono! Leggete sotto…).

Restaurante vs. paladar

Avete mai sentito parlare di paladar? Letteralmente in spagnolo significa “palato” e direi che a questo punto vi sarà più chiara la differenza con un comune restaurante. Mentre quest’ultimo è quasi sempre a gestione statale, i paladares sono ristoranti privati autorizzati, spesso a conduzione familiare, in cui gustare una buona ed autentica cucina casalinga. Di questi mi è piaciuta molto l’atmosfera intima e accogliente… davvero un’esperienza unica.

CARTA O CONTANTI?
Guida alla recente riforma monetaria cubana (2022)

Inizio subito col dirvi che spiegare la riforma monetaria cubana non è affatto semplice, ma è doveroso un piccolo excursus per farvi capire come si è arrivati alla situazione attuale e prepararvi alla gestione del vostro budget di viaggio.

Fino al 1 gennaio 2021 a Cuba convivevano due valute: il CUP (Peso cubano) e il CUC (Peso cubano convertibile). Il CUP era la valuta di tutti i giorni utilizzata dai locali, quindi per pagare gli stipendi e i generi alimentari di base. Il CUC (valore 1:1 col dollaro statunitense) era invece la valuta utilizzata dai turisti.

Oggi l’unica valuta cubana è il CUP ma, a differenza di ciò che si potrebbe immaginare, le cose non sono affatto diventate più semplici. Per nessuno. Il problema principale è che, mentre la popolazione cubana viene pagata in CUP (il salario medio mensile di un medico è di 4000 CUP), la maggior parte dei beni (di importazione) è disponibile per la vendita solo in MLC. Ma cos’è la MLC e qual è il suo tasso di conversione? La Moneda Libremente Convertible è una valuta “digitale” (ecco perché si dice che, di fatto, l’unica valuta cubana ad oggi è il CUP) accumulabile su una card ricaricabile con euro/dollari statunitensi. La popolazione cubana, tuttavia, non ha accesso ad euro o dollari se non attraverso familiari che vivono all’estero o attraverso il turismo (e non tutti lavorano in questo settore) visto che lo stato non “vende” loro queste valute neppure al cambio ufficiale – svantagiosissimo fino al 4 agosto 2022 – pari a EUR/USD1:CUP24 (lo stipendio da medico di cui prima era quindi pari a 9,60 euro). In cosa si traduce tutto questo? In una sola parola: povertà. I cubani non possono permettersi quasi nulla che non sia reperibile nei mercati alimentari di quartiere (beni di base) perché non hanno di fatto accesso ad euro o dollari per ricaricare la propria MLC card ed acquistare altri prodotti (importati) quali quelli per l’igiene personale, pannolini, medicinali, salse, pasta, ecc.

A questo punto sarete confusi e vi starete chiedendo: ma quindi per andare a Cuba devo cambiare i miei euro in CUP o posso usare ovunque la mia carta di credito/debito? Mentre la prima opzione è potenzialmente vera, la seconda è totalmente falsa. Cercherò di essere chiara:

  1. nei locali statali (es. resort) si può pagare solo in CUP, quindi sarà necessario cambiare un po’ dei vostri euro una volta arrivati a Cuba (meglio pochi per volta);
  2. la vostra carta di credito/debito potrete usarla solo nei negozi che vendono beni d’importazione (dove i cubani pagano appunto con MLC card), ma attenzione: si paga in dollari ed oltre al cambio vi verrà addebbitata anche una commissione (circa 2 euro). Questo significa che per acquisti minimi questo sistema è davvero sconveniente, come nel nostro caso che per una saponetta da 80 cent abbiamo pagato una commissione molto più alta del valore del prodotto stesso;
  3. portate tutto il vostro budget in euro e in tagli piccoli (banconote da 5, 10, 20 euro e qualcuna da 50 euro): come spiegato prima, gli euro (e i dollari) servono ai cubani per ricaricare le loro MLC card e quindi se proporrete loro di pagare nella nostra valuta loro saranno felici di accontentarvi. Attenzione però! A che cambio (visto che i prezzi esposti sono sempre in CUP)? Fino al 4 agosto 2022, il tasso di cambio ufficiale era di EUR/USD1:CUP24 e il tasso del mercato nero era di circa EUR/USD1:CUP110 (mercato nero = gente comune incontrata per strada o nelle casas che, pur di avere i tuoi euro per ricaricare la sua MLC card, ti offriva un tasso di cambio vantaggiosissimo!). Per il turista quindi era conveniente portare con sé tutto il contante dall’Italia (e non utilizzare gli ATM per prelevare) e cambiare in CUP al bisogno. Il 4 agosto, però, la banca centrale cubana ha riconosciuto ufficialmente la svalutazione del CUP e ha allineato i tassi ufficiali a quelli del mercato nero. Questo significa che, ad oggi, cambiare i vostri euro presso le CADECA ufficiali o presso un privato è pressoché uguale (prima invece questa seconda opzione ti conveniva quattro volte tanto!). Tuttavia, io preferirei comunque cambiarli presso un privato perché sebbene lo stato si sia adattato, per i cubani rimane la necessità di reperire valuta estera.

BUONO A SAPERSI

Cuba è un paese sicuro

Cuba è un paese sicurissimo, ci tengo a precisarlo. Non c’è da temere neppure di notte tra le stradine buie dell’Avana Vecchia. L’unico avvertimento che però sento di darvi è: attenti ai furbetti per strada. Non ladruncoli ma semplicemente locali (uomini e donne di tutte le età, a volte anche bambini “ben istruiti”) che cercheranno insistentemente di vendervi qualcosa (non tanto nel caso dei taxisti o di chi offre escursioni guidate) o di trarre indirettamente qualche beneficio come guadagnare una commissione dal locale in cui vi porteranno per prenotare una cena con spettacolo musicale o per assistere, solo per fare un esempio, alla preparazione dell’autentico mojito cubano.
Sulle prime sarà facile cascarci, perché sono tutti molto bravi nell’approccio e anche piuttosto discreti riguardo le loro reali intenzioni. Sicuramente non ci rimetterete mai economicamente (se non per qualche euro di mancia), ma starà a voi essere abbastanza decisi da imporvi e declinare gentilmente la loro offerta. Vi consiglio, in aggiunta, di non comunicare mai  l’indirizzo del vostro alloggio… diversamente vi ritroverete al portone qualche taxista insistente. Il segreto, comunque, è sempre lo stesso: “Per me è già la 3 volta qui a Cuba!”. Provate a dir loro questo e non insisteranno oltre…

I sigari cubani

Se c’è un luogo dove acquistare dei sigari di ottima fattura e qualità, quel luogo è la provincia di Pinar del Rio (maggior polo di coltivazione e trasformazione artigianale). All’Avana molti passanti cercheranno di vendervi dei sigari ma desistete: si tratta quasi sempre di surrogati con all’interno foglie secche di banano sminuzzate. Una truffa. Allo stesso modo, non abboccate quando qualcuno vi parlerà del fantomatico Festival del puro/Día del tabaco che, nemmeno a dirlo, “finisce proprio oggi e questa è l’ultima occasione utile per acquistare a prezzi ribassati i sigari direttamente dalla Casa del Tabaco“. Non serve dirvi che è uno dei disperati approcci di cui vi ho accennato nel paragrafo precedente. Lo stesso varrà per il rum.

sigari cubani artigianali

Realizzazione artigianale di un autentico sigaro cubano in una finca di Viñales

Internet mobile e WiFi

Per disporre di una rete dati sul vostro smartphone potete acquistare una SIM Turista. Noi l’abbiamo ordinata online dall’Italia su SuenaCuba al costo di 30 dollari (è un po’ cara, lo so) e l’abbiamo ritirata e configurata in un negozio Etecsa/Cubacel una volta arrivati (ce n’è uno anche al Terminal 3 dell’aeroporto dell’Avana, ma vi consiglio di farlo con calma in città vecchia visto che ci vorrà un po’). L’offerta dura un mese e offre 100 minuti, 100 messaggi e 6 giga. Se restate a Cuba per più di un mese si può certamente rinnovare (solo giga). Tenete conto che la copertura è scarsa un po’ ovunque…

Anche le casas che dichiarano il WiFi tra i servizi offerti spesso dispongono di connessioni un po’ lente o a pagamento. Alcune volte sarà infatti necessario acquistare per 3 euro circa una Card Nauta Etecsa (3 ore totali di navigazione disponibili) per collegarsi ad alcuni WiFi o agli hotsport sparsi qui e lì nelle grandi città inserendo username e password.

Prese e adattatori

Le prese cubane sono uguali a quelle americane, questo vuol dire che per i vostri caricabatterie avrete bisogno di adattatori. Prima di partire per Cuba ho comprato questi, funzionano bene, sono leggeri e occupano poco spazio.

Inglese o spagnolo?

Spagnolo batte inglese! I cubani non sono forti nelle lingue straniere (tranne qualche eccezione), ma devo dire che in un modo o nell’altro ci si capisce sempre bene. Inoltre noi italiani piacciamo molto laggiù, per cui saranno tutti ben disposti nei vostri confronti e, anzi, vi riconosceranno ad occhi chiusi e non sarà raro imbattersi in qualcuno in grado di replicare alla perfezione uno scioglilingua italiano! Nel nostro caso, conoscere lo spagnolo è stato un plus… quasi un privilegio, direi. Ci ha permesso di conversare con chiunque, di intavolare discorsi anche seri, di confrontarci, di capire meglio la loro condizione.

Cosa donare ai cubani

Medicinali, repellenti e creme solari sono da portare assolutamente con sé dall’Italia ed eventualmente donare. In particolar modo le medicine (antiinfiammatori, antidolorifici, antibiotici generici e antistaminici) saranno apprezzatissime dai cubani! Per tutti i motivi spiegati in precedenza, è impossibile per loro reperire questi prodotti in loco ed è importante chiedere prima di partire per Cuba di cosa hanno bisogno. Noi siamo felici di averlo fatto con tutti i nostri host e, tornando indietro, avremmo portato ancora più medicinali da distribuire per strada a chi ce ne faceva espressa richiesta. A Cuba manca un po’ di tutto e quel poco che c’è è razionato e difficile da ottenere regolarmente: noterete file ovunque fuori dalle botteghe, dai fornai, dagli uffici pubblici…

Oltre ai medicinali sono molto apprezzati: vestiti e scarpe (anche usati!), penne e quaderni, beni per l’igiene personale e assorbenti intimi, palline (o piccoli giochini) e caramelle per i bambini (fa strano pensare di regalare dei dolci ai più piccoli, ma quando ti chiedono un caramelo per strada ti si spezza il cuore! A Cuba non ci sono…). Donate! Quella gente ne ha davvero un gran bisogno. I cubani accettano tutto con grande dignità e riconoscenza e faranno in questo modo felici anche voi. Ve lo assicuro.

Buon viaggio!

cubani in coda fuori dai negozi


Foto e copyright: Sara Guida, 2022.

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